<<Erano casualmente occorsi (come interviene) varii discorsi alla spezzata tra questi signori, i quali avevano piú tosto ne i loro ingegni accesa, che consolata, la sete dell'imparare: però fecero saggia risoluzione di trovarsi alcune giornate insieme, nelle quali, bandito ogni altro negozio, si attendesse a vagheggiare con piú ordinate speculazioni le maraviglie di Dio nel cielo e nella terra.>>
Galileo Galilei
Galileo Galilei
Caro lettore,
oggi ti racconterò di un dialogo a cui il mio sguardo, le mie orecchie, e il mio pensiero hanno assistito in un luogo che ho ritegno di non menzionare, ma che, città gloriosa di Giotto, Mantegna e l'Antonio gran Santo, giace nel nord-est d'Italia.
I nomi di chi a tal dialogo partecipò mai conobbi, dunque chiamerò tali persone con finti nomi, maschere di vere identità. Ti farò dunque conoscere la sig.na "Speranza Pagana", cordiale ospite, il sig. "San di Cuore" e il sig. "Apostata". Altri personaggi minori interverranno, come il sig. " Orso", il sig. "Nessuno", il sig. "Vento del Nord" e via dicendo.
Speranza Pagana:*versando del tè, con aria imbronciata* Anche oggi abbiamo ricevuto una meravigliosa carrellata di dichiarazioni rilasciate da Senatori e Deputati sul tema dell'omosessualità. Sapete, delle chicche per valutare il livello intellettivo raggiunto dalla vecchia, cenciosa, patinata e starlettata classe politica italiana come... *porta il tè, poi scimmiotta simpaticamente i personaggi citati* ...come Andreotti che dice <<Noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e dare la terra ai contadini. Invece, oggi, vogliono dare il contadino al contadino.>> Oppure *con frustrazione* Buttiglione che dice <<Non credo di essere migliore di un omosessuale, perché anch’io sono un peccatore>> ...per non parlare della Binetti! <<un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico.>> E non è finita! Dai su,servirebbe davvero aggiungere un posto a tavola!
Vacue Idee: *sghignazza fragorosamente applaudendo*
San di Cuore: *pensieroso sorseggia del tè, e corrugando la fronte* Allora grazie al Cielo sono anch'io un *ironicamente* "vecchio, cencioso, patinato e starlettato" uomo politico! Speranza, io proprio non capisco la tua posizione in materia di omosessualità, come quella di buona parte dell'opinione pubblica. Per me esiste solo un'unione NATURALMENTE, MORALMENTE ed UNIVERSALMENTE legittima...quella etero. Non voglio banalizzare, non voglio sembrare ottuso o retrogrado, ne voglio iniziare una "caccia al gay": ma non posso accettare le pretese di diritti per le coppie gay. Bada non dico il singolo cittadino! Dico la coppia! Sussiste una legge divina, o per te, che forse non credi, naturale, a cui non possiamo sottrarci. Nello specifico dell'uomo poi ricorda le parole di Immanuel Kant:"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me". E quella legge morale certe scelte le impone per te, e tu le devi accettare. E poi andiamo su, ma guarda i bilanci comunali: il rapporto tra le nascite e le morti è del tutto sfavorevole se non fosse per l'immigrazione. Stiamo morendo, Speranza e non ce ne rendiamo conto e con noi i nostri figli: svendiamo dunque quell'unica entità che ci fa sopravvivere trasmettendo arti e valori ai nostri figli quale è la famiglia in nome di EGO SVIATI e egoismi senza fine? Svendiamo la nostra identità e il futuro della società?
Orso: *riflettendo* io però delle tutele le darei comunque alle coppie omosessuali, certo non farei una parificazione col matrimonio. Per le coppie etero conviventi invece non ha senso alcun altro privilegio.
Speranza Pagana: *visibilmente toccata dal discorso di San di Cuore, si rivolge allo stesso* Ciò che dici non è assolutamente vero. Tu parli di Natura, ma in Natura l'omosessualità è ampiamente diffusa e praticata. Che sia definibile "devianza" nel senso di deviazione da ciò che nella maggioranza dei casi è messo in pratica, forse è vero. Ma se un essere che agisce solo sotto la spinta dell'istinto naturale è portato ad accoppiarsi con un individuo dello stesso sesso, significa che la definizione "contro natura" non ha alcun fondamento. La legge di natura, poi, è ormai snobbata dalla maggior parte dei giuristi. E' impossibile, da essere umano, riuscire a penetrare la vera legge di natura, poichè quella che tu reputi tale è solo il frutto della tua cultura e dell'ambiente in cui sei vissuto. Inoltre a mio parere la legge di natura è puramente descrittiva e MAI prescrittiva. La legge di natura dice che se smettessimo di procreare ci estingueremmo.
Ma tale precetto è solo una informazione. La natura non prescrive nulla. Ritengo piuttosto tutto risponda alla legge di causa ed effetto, secondo la quale l'uomo è naturalmente libero di compiere qualsiasi gesto. Ovvio che l'uomo non abbia diritto a compiere qualsiasi azione: ma questo è dipeso dalla legge umana, che è positiva, opinabile e relativa.
Tu poi parli di morale: allora il discorso cambia. Ma la morale è, più di tutte, relativa: credi davvero sia giusto, in base ad una tua personalissima morale, limitare le possibilità di scelta di un altro individuo, quando queste non danneggiano in alcun modo gli altri?
*scruta interrogativamente San di Cuore, poi riprende*
C'è effettivamente poi un problema di natalità: ma in che modo tange gli omosessuali? Li obblighi a figliare contro la propria volontà? Devi capire che non puoi obbligare un gay ad una scelta differente.
E se parli di famiglia, davvero sei così chiuso in te stesso da credere che il modello cristiano-occidentale sia l'unico istituzionalmente valido?
E' ormai innegabile che le coppie di fatto siano una realtà sempre più diffusa; al loro interno, uomini e donne costruiscono il loro futuro, fanno nascere i loro bambini e si danno reciproco sostegno.
Sono d'accordo sul fatto che chi sceglie questo tipo di coppia, assumendosi, di fronte alla legge, un bagaglio minore di oneri, abbia anche diritto ad un minor numero di onori e agevolazioni.
Ma di fronte ad una istituzione ormai così consolidata e diffusa, non si può restare indifferenti, proprio no.
*fissando San di Cuore, sorseggia del tè*
Vento del Nord: *scetticamente* Ma tu Speranza non ti rendi conto che abitiamo nell'Italia Cattolico Episcopale Romana. E anche se l'essere gay era visto diversamente in altre culture, in altri tempi, non tieni conto della morale generale data da migliaia d'anni di Chiesa Cattolica! La maggioranza decide!
Speranza Pagana: *sbalordita posa gli occhi su Vento del Nord* Oh su! Italia Cattolico Episcopale Romana?!?! L'uomo evolve, liberiamoci da questa zavorra! Questi sono concetti da medioevo!
Apostata: *sbeffeggiando Vento del Nord* Sei davvero superficiale! No dico, sempre a sbandierare nei momenti di comodo la morale cattolica...alla maggioranza non frega nulla della morale cattolica! Guarda quanti adulteri, divorzi, eccetera eccetera! Se la Chiesa in Italia ha sempre vinto, è grazie a gente come te che la usa per i propri fini personali!!! Anzi alla fine sei ancora tu ad essere usato dalla Chiesa!
Orso: Comunque io non sono d'accordo con te, Speranza. Parli di giusnaturalismo e giuspositivismo...beh la legge è frutto della maggioranza e se la maggioranza non vuole un matrimonio omosessuale parificato col tradizionale...e poi ci sono problemi ben peggiori in Italia: sanità, decadimento culturale, produzione economica, le infrastrutture, la questione meridionale...
*segue un momento di pausa, e San di Cuore prende la parola dopo aver finito la propria tazza di tè, senza aver mai distolto lo sguardo da Speranza Pagana*
San di Cuore: *sorridendo* Bene, allora mi vuoi sfidare! *tornando serio* Mia cara Speranza, hai ben argomentato fin qui il tuo pensiero, ma facilmente posso contestarlo e rovesciarlo.
Partiamo dal concetto del rapporto con la "Natura". Per me esiste una “devianza” in Natura quando ci si riferisce ad un uso della sessualità che non contempla come fine di principio la riproduzione, quindi un comportamento biologicamente inutile e socialmente non da privilegiare. La “devianza” nel caso specifico dei gay, deriva proprio dal fatto che l’evoluzione naturale della sessualità si è svolta nel senso di favorire la riproduzione. Ergo, come vedi, “contro natura” è una definizione del tutto sensata. Non ha senso iniziare comunque una discussione uomini/animali causata dall'esistenza di simili comportamenti in Natura, cosa che penso persino il più esperto zoologo di questo mondo rifiuterebbe essendo il ragionamento del tutto capzioso.
Quello che dobbiamo chiederci è: se l'omosessualità è un comportamento usuale nel mondo animale, questo significa forse che è naturale anche negli uomini? E se l'omosessualità non è una scelta bensì l'esito di un incontrollabile impulso naturale, è da tutelare fornendo diritti avanzati?
*inclina leggermente il capo, e socchiude gli occhi*
Stiamo attenti: la “devianza” per l’uomo DEVE superare il concetto basilare legato agli animali ed andare oltre. Dobbiamo chiederci: fino a che punto sono legittimi gli impulsi naturali? E se cominciamo col giustificare tutto, finiremo col giustificare stupri, pedofilia e quant’altro?
Entriamo dunque in un ambito legale: da un rapporto uomini/animali mancano proprio i termini etici e morali che guidano anche il legislatore. Hai ragione nel dire che la legge di Natura è DESCRITTIVA e non PRESCRITTIVA, ma questo non modifica lo stato dei fatti.
Poniamo di essere non credenti, cosa che per diverse esperienze personali mi è difficile anche solo pensare: potremmo fare tanti bei discorsetti alla Jean-Jacques Rousseau su come l’uomo nasca libero e poi venga messo in catene dalla società, ma in via del tutto originale libero in senso assoluto. Chi vieterebbe dal suicidio all’omicidio, dall’incesto alla pedofilia, dalla poligamia all’omosessualità? Eppure riguardo ammetterai di provare un brivido lungo la schiena solo a parlarne…perché sono tabù antropologici. Perché, come l'incesto, sono biologicamente pericolosi.
Ecco PERCHE’ E’ IMPOSSIBILE condurre un discorso sull’uomo esulando dall’ambito etico/morale.
E qui, amici miei, entra in gioco la morale universale. Non voglio tediarvi con esasperanti filosofemi, per cui semplificherò un poco i concetti. Ricordate Kant? “la legge morale è l'unico motivo determinante della volontà pura”, e, secondo la formulazione generale dell’imperativo categorico, “agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che diventi una legge universale”. Quanto citato sono due elementi che ci permettono di fare un ragionamento assai più complesso. Chiediamoci: può l’omosessualità proporsi come legge universale? La risposta, va da se, è facile e scontata, poiché facilmente l’umanità sarebbe privata dell’esistenza futura.
*Apostata abbozza un ghigno sdegnato, mentre San di Cuore prosegue con gli occhi immersi in quelli di Speranza Pagana*
San di Cuore: Il problema ci appare a questo punto evidente: possiamo universalizzare la legge morale, oppure dobbiamo lasciarla al relativismo (come certuni sostengono) morale/linguaggio? E’ personalizzabile o ci sono campi in cui valgono massime universali? E se è personalizzabile, allora ha senso vietare gli stupri, i suicidi, gli incesti, la pedofilia, la poligamia...e l'omosessualità?
*Nessuno dissente in modo fragoroso schernendo San di Cuore con un "ammettilo che questo l'hai preso da un discorso di Goebbels!!". A questa reazione altri partecipanti vivacemente commentano sull'incapacità di Nessuno di mostrarsi degno di un discorso elevato e rispettoso come quello fin qui condotto, e lo invitano (letteralmente) ad andarsene se l'unico contributo offerto è quello di lanciare infamanti insulti senza cognizione di causa alcuna. In tutta risposta, San di Cuore distoglie lo sguardo da Speranza Pagana per fissare con occhi pietosi Nessuno, abbozzando infine un sorriso ironico. Con assoluta nonchalance, e profonda classe, riprende quindi a parlare senza ulteriori indugi, riportando i propri occhi su Speranza Pagana*
San di Cuore: Rimane solo da porci una domanda: da che parte vogliamo stare? Questa è una vera scelta politica di campo.
E’ chiaro che la legge morale sia costrizione, divieto, soprattutto CONTROLLO, ma essa è frutto della ragione, che è proprio quella parte che ci rende più di semplici uomini, un po’ angeli. Ed è, credo, proprio ciò che ci rende uomini e non semplici bestie.
Speranza, tu hai detto che l’omosessualità non è una scelta, e forse è vero in senso stretto, però tutti sono concordi nel dire che non esiste assolutamente un terzo sesso, e palesemente essa è frutto di un particolare sviluppo comportamentale e caratteriale. Non nasci gay, questo è il concetto. E sul fatto che un gay in se e per se, come singolo cittadino, possa non arrecare danno alla società è discutibile: tutto dipende dalle scelte di vita che vengono fatte, e dal modo in cui tale situazione viene vissuta. E’ chiaro che come singolo cittadino, e questo sono il primo a dirlo, egli debba essere tutelato. Ciò tuttavia non consente per i ragionamenti fin qui esposti di estendere i suoi diritti ad una condizione esistenziale naturalmente ed eticamente erronea.
Non mi rimane ora che porre la questione "famiglia". Per prima, essa è il luogo della costrizione e del controllo, ed è altresì il nucleo societario di BASE sviluppato su 3 caratteristiche salienti: ESCLUSIVITA’ – STABILITA’ – RESPONSABILITA’. Il concetto di famiglia (che tu, e la cosa mi dispiace alquanto, tratti con ironica superficialità) ha uno scopo sociale che è asservito non semplicemente al rapporto di coniugio nella coppia naturale, ma, e questa è la grande forza della famiglia, consente il mantenimento del patto sociale attraverso le nuove generazioni, a cui vengono inoltre propagati e trasmessi i valori, le tradizioni e in generale l’identità acquisita da una certa popolazione. Ecco come l'identità non scomparirà, e attraverserà le epoche mutando e cambiando, mai distruggendosi. In effetti, la Costituzione Italiana (ad esempio l'articolo 30) recita in modo abbastanza esplicito la necessità di un simile ruolo sociale. Sul fatto che il matrimonio sia necessariamente costretto ad eterosessualità, maturità, e volontà, è cosa di cui parla anche la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: la famiglia in senso occidentale è legittima, e rispettata in via di principio come positiva e base di un importante diritto. Accanto abbiamo le coppie di fatto (vuoi chiamarle famiglie di fatto? Prego, anche se famiglie nell’accezione del termine non sono): ad esse è impossibile estendere una tutela paragonabile a quella dedicata alla famiglia, poiché INCAPACI di assumere FORMALMENTE un impegno socialmente rilevante. E questo sai come si traduce? Si traduce dicendo che non è luogo adatto allo sviluppo di una persona.
Tutto questo baillame mediatico non serve proprio a nulla: LA CONVIVENZA NON NECESSITA DI NESSUN ATTO FORMALE. Su un unico aspetto posso essere d’accordo, ed è un aspetto che riguarda per lo più decisioni di natura patrimoniale, e cioè la necessità di realizzare dei patti privati ad-hoc, supportati da una legislazione specifica, che consentano, per esempio, a persone rimaste sole di darsi mutua assistenza, cosa che in un paese sempre più vecchio e sempre più solo come il nostro non fa certo male, e tanti casi similari possono essere pensati e approvati. Ma simili patti non significano Di.Co. Simili patti non significano PACS. Simili patti non significano tutela dell'omosessualità. Cose che non sono affatti medievali, ma mai tanto attuali come ora.
*Diverse reazioni suscita il discorso, dall'applauso allo sdegno. Gli occhi di San di Cuore rimangono nel frattempo fissi in quelli di Speranza Pagana, immobile pensierosa. Apostata si alza e con la mano tesa dà inizio a un'infervorata replica che non può arrivare, perchè Speranza alzando lievemente il braccio e distogliendo lo sguardo da San di Cuore afferma*
Speranza Pagana: Miei cari amici, quest'oggi abbiamo molto discusso, e gentilmente vi ringrazio dell'ottima compagnia. Il tempo con voi vola, e temo sia giunta l'ora di lasciarci. Se siete d'accordo, proseguiremo la discussione in un prossimo futuro.
*Apostata, costretto a mordersi la lingua, china il capo, saluta e se ne va brontolando. Uno ad uno tutti se ne vanno salutando. Per ultimo se ne va San di Cuore, che con un rilassato sorriso porge un bacio sulla guancia a Speranza Pagana, ringrazia ed esce dalla stanza, lasciando sola Speranza, io narratore, e tu lettore, a riflettere sulle parole fin qui discusse.*





















