I loro sguardi obliqui e poco amabili, i loro volti, ghigni lugubri e non gioiosi sorrisi. E sono permeati da un vivo senso di solitudine e tristezza, nascoste sotto buffi paramenti e altrettanto buffe azioni.
Però, strano a dirsi, non sono molto diversi da noi.
I pagliacci sono il nostro io nei confronti della società. Essi sono maschere volte all'altrui compiacimenti, che covano sentimenti oscurati dal velo di ilarità che portano. Attori che recitano in diretta, attirano l'attenzione altrui con curiose vesti e originali accessori, truccandosi per garantire il miglior effetto, beandosi degli applausi e dei complimenti offerti. Così, vi sono vari approcci alla società: v'è chi si strappa di dosso fin da principio il costume, sconvolge lo spettatore, apre porte su una realtà che fa male e che la società non vuole vedere. E diventa un reietto.
V'è poi chi è dimentico di indossare un costume, di portare del cerone, perchè lui è quel trucco e quell'abbigliamento, lui è quel costume e quel costume è lui, e, pagliaccio scimmiottante, con la sua originalità persa, diventa.
V'è pure chi nel giorno della società indossa il costume piangendo, e nella notte del privato toglie il pesante trucco che indossa, lavorando pazientemente, triste e speranzoso, perchè quella maschera non sia più costretto a indossarla. E diventa il ponte verso una nuova società.
Altri vi sono, che sotto una maschera vivono una seconda vita. E non capiscono più quale sia quella da loro voluta, quella che vorrebbero, o forse sognerebbero.
I mimi sono invece differenti. Essi sono il nostro io nei confronti della Natura. Nei confronti di quest'ultima i mimi sono anonime figure di irrilevante importanza, eppure per essi è fondamentale. Perchè per i mimi sono fondamentali i "vincoli": essi danno loro vita, permettono le loro esibizioni, e creano quel mondo simulato in cui raccontano le loro storie.
Per noi la Natura è fondamentale, a noi dà vita, le sue leggi ci tengono in piedi, ci fanno camminare, tendere i muscoli, ci fanno guardare, toccare, sentire...leggi che ci stringono, vincoli, ci tengono fermi a terra, intrappolati in una prigione senza sbarre, la più bella, grandiosa e meravigliosa prigione mai creata.
Quella prigione senza sbarre dei mimi.
Quella prigione da cui scappiamo quando gettiamo la maschera.
Quella prigione da cui scappiamo volando col pensiero.
Quella prigione, quel circo della vita...






















