dedicato a Patrizio e Nittaya
La fascia tricolore del sindaco cattura l'attenzione dello sguardo mentre vengono pronunciate le formule del codice civile.
Articolo 143: Diritti e doveri reciproci dei coniugi.
I coniugi.
Fa molto caldo, a malapena si respira e l'umidità appiccica gli elegantissimi vestiti a giacca alla pelle. Sento la cravatta Armani stringermi al collo attorno alla camicia Dolce&Gabbana. Cerco di focalizzare la mia attenzione sulle parole del Sindaco, ma non c'è verso, continuo a guardare Patrizio e Nittaya, Nittaya e Patrizio.Gli sposi. "Patrizio si sposa! Si sposa!".
Mentre lo guardo in faccia mi sembra di rivedere un bambino, ed ora è pronto a fare la promessa più grande di tutta la sua vita. "Patrizio si sposa!".
Eppure mi sento ancora incredulo: lui, proprio lui che è sempre stato un paradigma della vita da single impenitente, lui che è un emblema dell'essere drammaticamente mammoni. Abbasso un poco lo sguardo, ripenso a tutta un'amicizia lunga una vita, anni e anni: su una goccia di sudore che scivola dalla fronte lungo le guance e verso il collo c'è tutta la consapevolezza del tempo che passa inesorabile e lascia dentro l'anima tracce e ricordi indelebili come cicatrici.
Rialzando lo sguardo riprendo improvvisamente coscienza delle parole pronunciate.
Articolo 144: Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia.
Famiglia.
"Responsabilità" , la parola echeggia nella mia testa assieme a "Famiglia". In poche parole tantissima ambizione, e una maturità ancora maggiore che quasi mi sento sopraffare. L'ambizione di diventare un punto di riferimento nella vita di qualcuno. L'ambizione di capire, rispettare, l'ambizione di vivere per qualcuno. E la maturità.
La maturità di sopportare il peso di quell'ambizione. La maturità di fare in modo che quell'ambizione non rimanga tale: ma diventi viva giorno dopo giorno.
Dietro l'iride finta di un paio di lenti a contatto, la mia anima si agita inquieta. "Perchè?".
L'interprete passa alla traduzione inglese, e la lingua d'Albione riempie l'aria, ma non i miei pensieri.
"Perchè? Dove sta l'amore in tutta questa scena? Dov'è il movente, dove trovo il motore che innesca quell'ambizione, e spinge la maturità? Perchè?".
Mentre il fratello dello sposo mi urta con il braccio ritorno a seguire le parole. E' passato anche l'articolo 147, ed è il momento ormai della promessa.
"Vuoi tu...".
Accade così d'un tratto, all'improvviso, mentre non te l'aspetti, ed arriva come un gatto furtivo nella notte.
Eccolo il motivo, dietro una promessa, prima della conseguenza. Eccotelo là, davanti agli occhi, sbattuto sulla prima pagina che stai leggendo. E che non leggi perchè l'amore non lo vedi, e non lo tocchi, e non ci parli. Non c'è retorica che lo descriva, poichè le parole non basterebbero. Non sai nemmeno dov'è, sai solo che c'è e lo senti.
L'ho sentito mentre uscendo dal ristorante il mio sguardo ha incontrato quello della sposa, ed ha visto una profonda e sincera contentezza, come quando durante il pranzo abbiamo parlato della sua nuova vita da cittadina italiana, e mentre lo facevamo ricordava il momento in cui lo sposo le ha chiesto di sposarla ed il suo sguardo era distante, e lontano, emozionato ma sereno, calmo ma appassionato. "Patrizio mi ricorda mio padre per quanto è protettivo", ridacchia con la sua curiosa pronuncia inglese.
L'ho sentito mentre lo sposo ha riempito il calice di vino della sposa, mentre le tagliava la carne sul piatto, mentre con buffe battute copriva l'emozione che gli saliva in gola durante il discorso, mentre i suoi genitori piangevano commossi, e sulla bocca del fratello si disegnava un tenue mezzo sorriso, quasi a voler dire "Bravo".
L'ho sentito pensando a due persone che si uniscono in matrimonio nonostante le migliaia di chilometri di distanza che separano l'Italia dalla Thailandia, che separano una hostess da un tecnico informatico, che separano chi non conosce l'inglese da chi non può parlare altro, che separano due religioni e due fedi, che separano chi odia il calcio da chi non può vivere senza, che separano un timido da un'estroversa, che separano due culture agli antipodi, che separano leggi, usi, costumi diversi, che separano fisicamente due persone.
E in quel momento nel cuore resta ammirazione. Ammirazione per chi ha cancellato difficoltà enormi pur di stare con la propria anima gemella, per chi ha compiuto una crociata d'amore, per chi ha deciso di gridare e sussurrare, cantare ed intonare "TI AMO"...
"Vuoi tu..."
...in una promessa che vale una vita intera. E gratitudine, la gratitudine di aver goduto di un istante eterno di vero amore.
"Lo voglio".






















