dedicato ad una cara amica
Del "Destino" si sa, la bocca delle persone è piena. In un misto di superstizione e fede, che spesso non si riesce a distinguere, finisci per pregare con lo scopo di ottenere un qualche beneficio da chi potrebbe cambiare tutto, o ti lanci in improbabili rituali legati all'astrologia, ai tarocchi, alla numerologia, cabalismo e quant'altro.
E' tutto più facile, lasciandosi cullare dal "Destino". Un meccanismo di auto-difesa forse, per sentirti meno sciocco dopo aver commesso un errore, per sentirti meno in colpa dopo aver violato una legge, per dare una spiegazione ad una cosa della quale ti sfugge il senso.
Spesso solo per dare un senso a ciò che fai.
E' più facile dare la colpa a qualcuno, o cercare il senso delle proprie azioni al di fuori di sè. E' tranquillizante.
Ma è davvero piacevole?
Inizi a sentirti come il personaggio di una storia già scritta, una storia in cui non vivi, reciti, segui il copione che qualcun'altro ha pensato per te.
Ed i tuoi sogni?
E le tue speranze?
E i tuoi amori?
Marionetta tra marionette legata da fili invisibili, un treno che viaggia attraverso le stazioni della vita su binari da cui non potrà mai uscire.
E' tutto più facile, lasciandosi cullare dal "Destino". Un meccanismo di auto-difesa forse, per sentirti meno sciocco dopo aver commesso un errore, per sentirti meno in colpa dopo aver violato una legge, per dare una spiegazione ad una cosa della quale ti sfugge il senso.
Spesso solo per dare un senso a ciò che fai.
Non sono gli uomini a dominare la sorte, ma è la sorte a dominare gli uomini.
Erodoto
Erodoto
E' più facile dare la colpa a qualcuno, o cercare il senso delle proprie azioni al di fuori di sè. E' tranquillizante.
Ma è davvero piacevole?
Inizi a sentirti come il personaggio di una storia già scritta, una storia in cui non vivi, reciti, segui il copione che qualcun'altro ha pensato per te.
Ed i tuoi sogni?
E le tue speranze?
E i tuoi amori?
Marionetta tra marionette legata da fili invisibili, un treno che viaggia attraverso le stazioni della vita su binari da cui non potrà mai uscire.
Ciò che la gente , comunemente, chiama destino è, per lo più, soltanto l'insieme delle sciocchezze che essa commette.
Schopenhauer, Arthur
Qualcuno dice che il punto di rottura fosse l'Illuminismo, forse a causa della cecità umana, che rese le persone incapaci di vedere il disegno che un uomo nato a Nazareth, in Galilea, nell'anno 0, aveva posto davanti a tutti: il libero arbitrio lasciatoci in dono. La possibilità di scegliere.
Quando qualcuno finalmente accettò il libero arbitrio, l'uomo ai suoi occhi divenne "faber fortunae suae".
I successi e le sconfitte, le difficoltà e le gioie: sono le azioni che prendi, attraverso il gioco della causa-effetto a determinare l'esito delle vicende, un pò come nella tipica frase da film "non è tanto ciò che sei, quanto ciò che fai che ti qualifica".
Il mondo si fa più logico, più ordinato, e in qualche modo tutto assume una forma più controllabile: un mondo che si fa scacchiera, le pedine si fanno giocatori, e i giocatori controllano la vittoria e la sconfitta.
Un pò come girare con in tasca tanti dadi, e con quei dadi costruire la propria fortuna.
Ti accorgi che non esiste più "Destino", esiste solo una spietata ambizione che ti conduce alla soddisfazione della tua volontà, che schiaccia e limita i sogni e le preghiere.
Certo che se poi incontri lei...
...cambia ancora la vita, e ancora una volta cambia la faccia del diamante in cui guardi ogni giorno. Ti rendi conto che non hai mai davvero creduto nel "Destino". In una ragionevole probabilità, certo. In una serie di coincidenze anche difficili da esplicare, naturalmente. Nelle leggi della Natura. Ma nel "Destino", no, in una forza che comanda tutte le cose no.
Ogni giorno ti svegli pensando alle scelte che dovrai fare durante la giornata, ogni sera tiri le somme delle tue azioni, e in base al tuo personale metro di giudizio decidi che persona sei stata. Certe volte c'è un sorriso, altre c'è solo un malcelato pianto.
Ma se incontri lei...ti accorgi che forse le cose non funzionano più. Ti accorgi che schermato dalle coincidenze non riesci più a spiegare cose come le differenze tra persone alla nascita, perchè nasciamo ricchi o poveri, sani o malati. Grazie a lei capisci che non sei solo, che le tue azioni sono solo una goccia tra mille altre azioni, compiute prima, o nello stesso istante, e che rendono impossibile il controllo del futuro. Grazie a lei capisci che il futuro non è una strada che ti disegni giorno dopo giorno, ma è una serie di incroci che la vita ti pone davanti in cui sei tu, con il tuo libero arbitrio, a decidere cosa fare davvero.
Grazie a lei capisci che sono quegli incroci il vero "Destino", incroci tra vite diverse, incroci tra relazioni interpersonali.
Eccolo il "Destino": nient'altro che un incrocio tra la mia vita e la tua, l'eterno istante che può cambiare il futuro.
Grazie a lei, quel futuro è già cambiato.
Schopenhauer, Arthur
Qualcuno dice che il punto di rottura fosse l'Illuminismo, forse a causa della cecità umana, che rese le persone incapaci di vedere il disegno che un uomo nato a Nazareth, in Galilea, nell'anno 0, aveva posto davanti a tutti: il libero arbitrio lasciatoci in dono. La possibilità di scegliere.
Quando qualcuno finalmente accettò il libero arbitrio, l'uomo ai suoi occhi divenne "faber fortunae suae".
I successi e le sconfitte, le difficoltà e le gioie: sono le azioni che prendi, attraverso il gioco della causa-effetto a determinare l'esito delle vicende, un pò come nella tipica frase da film "non è tanto ciò che sei, quanto ciò che fai che ti qualifica".
Il mondo si fa più logico, più ordinato, e in qualche modo tutto assume una forma più controllabile: un mondo che si fa scacchiera, le pedine si fanno giocatori, e i giocatori controllano la vittoria e la sconfitta.
Un pò come girare con in tasca tanti dadi, e con quei dadi costruire la propria fortuna.
Ti accorgi che non esiste più "Destino", esiste solo una spietata ambizione che ti conduce alla soddisfazione della tua volontà, che schiaccia e limita i sogni e le preghiere.
Certo che se poi incontri lei...
L'uomo non incontra mai due volte l'ideale; sono rari coloro che l'incontrano una volta.
Oscar Wilde

Oscar Wilde

...cambia ancora la vita, e ancora una volta cambia la faccia del diamante in cui guardi ogni giorno. Ti rendi conto che non hai mai davvero creduto nel "Destino". In una ragionevole probabilità, certo. In una serie di coincidenze anche difficili da esplicare, naturalmente. Nelle leggi della Natura. Ma nel "Destino", no, in una forza che comanda tutte le cose no.
Ogni giorno ti svegli pensando alle scelte che dovrai fare durante la giornata, ogni sera tiri le somme delle tue azioni, e in base al tuo personale metro di giudizio decidi che persona sei stata. Certe volte c'è un sorriso, altre c'è solo un malcelato pianto.
Ma se incontri lei...ti accorgi che forse le cose non funzionano più. Ti accorgi che schermato dalle coincidenze non riesci più a spiegare cose come le differenze tra persone alla nascita, perchè nasciamo ricchi o poveri, sani o malati. Grazie a lei capisci che non sei solo, che le tue azioni sono solo una goccia tra mille altre azioni, compiute prima, o nello stesso istante, e che rendono impossibile il controllo del futuro. Grazie a lei capisci che il futuro non è una strada che ti disegni giorno dopo giorno, ma è una serie di incroci che la vita ti pone davanti in cui sei tu, con il tuo libero arbitrio, a decidere cosa fare davvero.
Grazie a lei capisci che sono quegli incroci il vero "Destino", incroci tra vite diverse, incroci tra relazioni interpersonali.
Eccolo il "Destino": nient'altro che un incrocio tra la mia vita e la tua, l'eterno istante che può cambiare il futuro.
Grazie a lei, quel futuro è già cambiato.





















