martedì, 25 dicembre 2007
A Chapter Forgotten
Un altro anno è passato e scivolato via, come la finissima sabbia all'interno di una clessidra.
Un altro anno è passato, e come alla fine di un viaggio ti ritrovi di fronte ad un foglio bianco, pronto a raccontare una storia di 365 giorni. Una storia che ti aspetteresti fosse bella, magica, dal sapore vagamente nostalgico, come tutte le storie che narrano di eventi passati.
Poi, ti rendi conto che storie simili ne hai già scritte, capitoli di un libro che forma la tua vita. Poi, ti rendi conto che è Natale, e quel capitolo non c'è più.
Credi ad un tuo errore, torni indietro con gli anni, ti rivedi bambino e ricominci la lettura. Rivedi cose che un tempo c'erano ed ora non vi sono più: ricordi dolci e spensierati come il "Soldino" Mulino Bianco che tenevi a merenda quasi come un premio, e prima mangiavi il pan di spagna lasciando per ultimo quel bel pezzettone di cioccolato da gustare solo soletto; ricordi curiosi e bizzarri come la variopinta collezione di schede telefoniche; ricordi di glorie immortali passando le estati a vincere tornei di calcio balilla all'oratorio, ingurgitando quantità spropositate di ghiaccioli "Calippo" (o quando esigenza richiedeva, il mitico "Piedone"); ricordi che...sognavi, speravi, e che sarebbe stato bello essere già grandi, e non dovessi aspettare tanto per esserlo.
Ed ora sei grande, e quel capitolo ancora manca.

Inizi a rovistare tra i cassetti della memoria cercando fogli passati, ma trovi solo polvere, vuoto e polvere.
Agitatissimo e in preda al panico, decidi dunque di chiamare i carabinieri.
"Mi spiace ma per denunciare suddetta scomparsa deve recarsi presso il comando, fornire l'elenco di documenti che le verranno richiesti, quindi fare triplice copia in carta boll..." e riattacchi in preda alla tachicardia (cosa ovviamente normale: l'effetto ideale per una sana dose di burocrazia).
Quando ti calmi un momento e rifletti adagio, ti rendi conto che forse quel capitolo del libro è finito sotto pagine e pagine di informazioni inutili, documenti e contro documenti, dichiarazioni, firme e carte da bollo, e mille altre prove di scarica-barile della società odierna. E chissà quanto tempo ci vorrà a trovare quel capitolo là sotto: se per fare un appalto oggigiorno servono anni e un numero imprecisato di tecnici e amministratori coinvolti, a ritrovare il vero Natale quanto tempo potrebbe servire?
"Pazienza" sussurri tra te e te. E ti stupisci persino nel ricordarti che esista un sostantivo del genere: inorgoglito dall'aver ritrovato un angolino dimenticato ti concentri nella ricerca del capitolo perduto. Ma quella concentrazione dura solo pochi istanti che un rumore assordante ti passa attraverso la mente. Un frastuono doloroso che non ha sorgente, perchè ne ha ovunque.

Ed è il cellulare che suona nella tasca destra.
Ed è il quotidiano che domani avrà il doppio di cronaca nera di oggi.
Ed è la zuffa su RaiUno. Ed è la zuffa su RaiDue. E su RaiTre. E sulle reti Mediaset. E sulle altre emittenti private.
Ed è la zuffa con il tuo vicino di casa perchè il "ficus macrophylla" che hai in giardino supera di 0.05mm il confine.
Ed è la nuova epidemia di stagione che genera il panico per le strade.
Ed è la nuova dieta che in cambio di sacrifici assurdi ti permette di di risparmiare due kilocalorie all'anno.
Ed è il violento che ti distrugge la vetrina del negozio, ma poichè la contestazione era politica non viene processato. E la vetrina te la ripaghi: se nel frattempo qualcuno vuole svaligiarti il negozio comunque, non puoi tenere un'arma per difenderti. Potresti fare male al malintenzionato, ovviamente.
Ed è il primo sciopero che fai nella tua vita, che però non lo puoi fare perchè solo certe categorie possono scioperare, perchè alcuni sono e saranno sempre più uguali degli uguali. E tu sei solo un pessimo uguale.
Ed è la radio che informa dell'aumento delle tasse, ancora, mentre il milionario dal suo yacht in Costa Smeralda patteggia un debito con lo Stato di qualche centinaia di milioni di euro arrivando a pagarne si e no un 15%.
Ed è la signora che in pieno centro città grida a squarciagola "Aiuto
" perchè qualcuno la sta violentando, ma nessuno sente perchè tutti soffrono di una momentanea crisi uditiva visto il rumore.
Ed è la colazione che non fai perchè non hai tempo, ed è il panino che mordi a mezzogiorno perchè non hai tempo, ed la cena che non vedi neppure perchè sei troppo stanco.
Ed è il faccione ipocrita di un bellimbusto televisivo che specula che sulle disgrazie altrui alzando l'audience.
E s'alza la tua pressione, e batte in testa come un martello pneumatico.

Rabbioso, impotente e frustrato stai per andare in farmacia a prendere un farmaco che faccia un pò d'ordine per te. E quasi per incanto ti accorgi che non serve più, perchè quel capitolo perduto lo hai in mano.
Per essere precisi l'hai sempre avuto in mano, ma non te ne rendevi conto, e no, non l'avevi perso: l'avevi solo dimenticato.
Il suono libero di campane a festa, che inondano l'aria del loro colore denso e malinconico, qualche cantore che tra un bicchiere di vino e l'altro riscalda l'aria del suo canto vivace e allegro, lieto d'esserci, contento di vivere, ed un bambino che tremolante ti dà la mano arrossendo ed augurandoti "Buon Natale".
Poche cose che soffiano via la polvere dagli occhi e dal cuore, e ti permettono di rileggere quel capitolo che non ricordavi più.



Un capitolo dimenticato perchè è speranza in un mondo senza fede.
Un capitolo dimenticato perchè è luce e colori in un mondo dipinto di grigio.
Un capitolo dimenticato perchè è gioia pura in un mondo dove il male di vivere soggiace.
Un capitolo dimenticato perchè vuole un unico egoismo: il piacere di vedere un sorriso sul volto altrui.
Un capitolo dimenticato perchè è semplicità, in un mondo esageratamente complesso.
Un capitolo dimenticato perchè dura da oltre 2000 anni, in un mondo che ruota sempre più velocemente.
Un capitolo dimenticato perchè è rispetto dove attorno tutti calpestano tutti.
Un capitolo dimenticato perchè è silenzio, e se non ne sei abituato fa più male del rumore.


Perchè il silenzio scava dentro di te, perchè il Natale ti mostra quel mondo ideale che dimentichi per non lottare cercando di ottenerlo.
Ed ora che quel capitolo l'hai in mano sei tornato bambino, riesci ancora a sognare, e la vigilia di Natale non riesci a dormire in attesa di aprire i regali. E sogni che in uno di essi vi sia un mondo diverso: un mondo che si ricordi ancora del Natale.
Un mondo che metta un pò d'ordine e ritrovi il proprio capitolo dimenticato.


PippoSan alle ore 16:59 | vide cor meum, de societate, ethica et moralia
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